LA  NOSTRA  SEDE

 

La nostra Sede si trova in un antico palazzo del '600 sul Lungodora cittadino in corso Re Umberto I.

L'edificio, denominato ex casa Caveglia, fa parte di  un complesso che ospita la Polizia di Stato ed il Bar Cremeria "La Meridiana"

                  

Nel 1500, al posto di questo edificio, sorgeva l'antica chiesa di San Francesco, che a differenza dell'attiguo edificio conventuale in cui risiedevano i frati Minori, ebbe una sorte infelice. Sconsacrata all'inizio dell'ottocento per farne un deposito militare, utilizzata in seguito come autorimessa, come si evince dalla fotografia sotto riportata,

     

maturò intorno ad essa   il progetto per la demolizione, finalizzato a destinare l'area in cui sorgeva, per nuovi fabbricati scolastici. Sulle rovine della chiesa Francescana, su un lato della stessa,venne quindi edificato il nuovo palazzo degli studi destinato poi ad essere l'attuale liceo classico "Carlo Botta".

Del complesso di San Francesco di Ivrea rimane l'edificio del Convento che, nonostante le ristrutturazioni compiute, presenta l'aspetto di un austero ed elegante palazzo signorile. Nel 1814 il convento veniva occupato dal "Tribunale di prima istanza e dai Regi Uffizi D'intendenza e Prefettura" . Dopo la liberazione, l'edificio divenne definitivamente sede del Commissariato di Polizia.

Negli anni 50 è appartenuto ad eporediesi illustri quali Sergio Pugliese il quale, dal 1952 al 1965, fu direttore centrale dei Programmi della Televisione italiana.
Fu chiamato “il padre della televisione italiana” per l’ampio contributo dato a una programmazione inventata dal nulla, eppure in grado di bilanciare trasmissioni di ampio intrattenimento (come Il musichiere, Lascia o raddoppia, le riviste di Garinei e Giovannini) e trasmissioni di solida sostanza culturale. Fu soprattutto la sua sensibilità di drammaturgo a condurlo alla selezione di drammi di cospicua levatura artistica, con testi di Ibsen, Beckett, Cechov, Goldoni e la regia di maestri come Ronconi, Bene, Squarzina, Fo, Enriquez, Strehler.

Il fabbricato divenne poi di proprietà dell'ing. Agostino Sanvenero, stimato dirigente della Olivetti, prima di passare sotto la proprietà della società "Olivetti  Multiservices" e poi in seguito della Società Pirelli che ne detiene attualmente la proprietà.

Attualmente l'edificio custodisce opere di pregio, del tutto inedite, eterogenee tra loro ed estranee alla storia del Convento. Si tratta di acquisti effettuati sul mercato genovese dal collezionista Agostino Sanvenero che negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, potè utilizzare il piano superiore dell'ex convento come abitazione privata, mentre quello inferiore era già sede, come detto prima, del Commissariato di Polizia,

Adiacente al fabbricato sorge il Liceo classico "Carlo Botta"

 

   

Il Liceo discende da una scuola pubblica che già esisteva ai tempi dell'imperatore Lotario I (sec.IX d.C.); nel 1865 viene intitolato a Carlo Botta.

Queste origini antichissime rappresentano una testimonianza viva della ricchezza culturale del mondo Canavesano. Fra gli allievi famosi si annoverano Giovanni Flecchia, Francesco Ruffini, Camillo Olivetti, Piero Martinetto, Giovanni Getto.

Davanti alla Sede del CAE si possono ammirare I giardini di Palazzo Giusiana, noti anche come giardini pubblici, che si estendono per circa 13.000 mq. tra I corsi Botta e Re Umberto I, lungo la sponda fluviale della Dora Baltea.


I giardini ospitano palazzo "Giusiana" sede del tribunale.

Negli anni Settanta del Novecento il Palazzo si presentava molto degradato, si rese quindi necessaria la chiusura temporanea dei locali e il provvisorio trasferimento degli uffici giudiziari per intraprendere i lavori di restauro. Il progetto per la sistemazione e restauro di Palazzo Giusiana, da adibirsi a sede generale degli Uffici Giudiziari, venne redatto nel 1975 dagli architetti Fausto Maga e Riccardo Petitti; la direzione dei lavori venne affidata all'ing. Giuseppe Aluffi. I lavori si svolsero in tempi lunghi, anche a causa degli imprevisti verificatesi durante la ristrutturazione come, ad esempio, la necessità di intervenire strutturalmente sulle fondazioni. La rimozione dei controsoffitti portò alla luce i solai lignei a cassettoni e le decorazioni a fresco, la cui esistenza era ignorata. Oltre al degrado si riscontrarono problemi di dissesto, con fessure che richiesero in alcuni casi interventi di consolidamento.

 

                                   Palazzo Giusiana

       

Nel dicembre del 1967 il Comune di Ivrea decideva di mettere a disposizione del Coro Alpino Eporediese I locali di cui ora disponiamo, e quindi possiamo dire che, finalmente dopo diciassette anni di peregrinazioni varie, il nostro coro poteva disporre di una sua sede definitiva.

  

Il Vescovo Luigi Bettazzi ed Il Sindaco Giorgio Cavallo Perin

I locali  furono risistemati con la collaborazione degli stessi coristi.

Recentemente, a seguito di una perdita di acqua verificatasi nel periodo di Carnevale 2011, I locali hanno dovuto essere bonificati, e ristrutturati. Naturalmente il senso di attaccamento al coro ad alla nostra sede ha fatto si che I coristi si siano fortemente  impegnati in una faticosa opera di  risanamento dei locali.

 

           Sede del Coro Alpino Eporediese

                    Disegno di Pierangelo Piana

                 

 

Ecco come si presenta ora la nostra Sede.

 

               

                

                

                

                

                

  

 

 

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