IL CARNEVALE DI IVREA E IL CORO ALPINO EPOREDIESE

 

I l Carnevale di Ivrea è il più antico del mondo: racconta una storia vera, vecchia di mille anni, che ha per protagonisti castellani ribaldi e popolane liberatrici.

La vicenda cui si ispira risale al Medioevo, quando Federico Barbarossa insedia nel castello della città un Ranieri di Biandrate, tiranno crudele. Violenze e soprusi esasperano il popolo che nel 1194 insorge e distrugge il castello, simbolo dell’oppressione. La stessa sorte tocca, meno di cento anni dopo, ad un altro despota, Guglielmo, marchese di Monferrato, impadronitosi a tradimento della città di Ivrea. Nella tradizione popolare Ranieri e Guglielmo sfumano in un'unica figura di tiranno, oppressore del popolo, che invaghitosi di una bella mugnaia, Violetta, pretende di godere su di lei il “diritto della prima notte”. L’eroina, tratto, da sotto le vesti nuziali, un pugnale stacca la testa del tiranno mostrandola al popolo radunato sotto gli spalti del castello.

Il ricordo di queste gesta, della vittoria del popolo sull’oppressore, si è tramandato spontaneamente di anno in anno, e ancora oggi caratterizza una festa che è, a tutti gli effetti, una manifestazione popolana. I colori, le melodie dei Pifferi e Tamburi, della banda Cittadina e del Coro Alpino Eporediese, la bella Mugnaia, l’eroina della festa, il Generale con il suo Stato Maggiore, il corteo con le bandiere dei rioni rappresentati dagli Abbà, la tradizionale battaglia delle arance, il rogo degli scarli, tutto questo rende lo Storico Carnevale di Ivrea uno dei più suggestivi ed emozionanti carnevali italiani.

 

E’ una festa che celebra ed esalta i valori della libertà: valori che erano ben radicati soprattutto nei giovani, quei giovani universitari che nel 1950 si riunirono sotto i portici di Piazza di città dando vita al Coro Alpino Eporediese.

 

L’importanza ed unicità del Carnevale di Ivrea va individuata nella sua straordinaria antichità, continuità e vitalità.

 

Queste tre componenti, unite, contraddistinguono esemplarmente la festa eporediese e sono espressione di ciò che la medesima ricorrenza è, ed è sempre stata: una vera festa di popolo.

 

Nel 1976 Il Coro Alpino Eporediese è chiamato dal Comitato del Carnevale di Ivrea ad incidere, presso gli studi della Cetra di Torino, un brano musicale composto da Gianfranco D’Alberto ed armonizzato da Ferruccio Veisi: “A L’è torna Carlevè”.

 

Si tratta di una melodia semplice ed al tempo stesso fortemente accattivante che non mancherà di riscuotere i più ampi consensi da parte degli Eporediesi, che ormai lo considerano una valida alternativa all’inno tradizionale.

 

 

 

 

          

 

 

 

 

Il successo è assicurato e otto anni dopo il CAE lo ripropone tra i suoi canti nella nuova cassetta.

 

Nel 1979 il CORO ALPINO EPOREDIESE riceve il più ambito riconoscimento, nell’ambito del Carnevale di Ivrea, e viene insignito, nella persona del suo Presidente Franco Sacchero , dell’ordine “Degli Oditori e Intendenti Generali Delle Milizie e Delle Genti da Guerra Del Canavese”.

 

Si tratta di una  onorificenza destinata a cittadini meritevoli che assume di fatto, in tale contesto, una valenza del tutto particolare.

 

Il riconoscimento consente una simbolica evocazione dei più significativi valori che hanno accompagnato le nostre vicende storiche: valori di civiltà e di giustizia, di libertà e di tolleranza, di lavoro e di cultura.

 

Da questo momento in poi ha inizio una stretta collaborazione con il Comitato del Carnevale di Ivrea, in virtù della quale, nel 1986, il Coro Alpino Eporediese viene chiamato nella persona del suo Presidente Giovanni Bo a dare il suo contributo canoro ed organizzativo in seno al comitato stesso.

 

Nel 1985, 1986 e 1987 Il Presidente del CAE inizia a collaborare con l’amministrazione Comunale e con il Comitato per l’organizzazione del Carnevale e contribuisce all’iniziativa di riproporre il veglione della Mugnaia al Cinema Politeama  (il Giacosa è ancora inutilizzabile) e dare il suo contributo alla ricerca di sponsorizzazioni pubbliche e private.

 

Nel 1988 Il Presidente del CAE viene chiamato a far parte del Comitato del Carnevale di Ivrea.

 

La presidenza viene affidata a:

 

Dante Volpe

Segretariato a Giovanni Bo

Ricoprono la carica di Consiglieri: Davide Olivetti, Luisa Perotto, Guido Alciati, Giancarlo Masseroni, Guido Castagno e Paolo Faletti.

 

Nel 1989 Il CAE partecipa alla serata "Terzo Carnevale per gli anziani al Centro Congressi “La Serra” organizzata dalle squadre arancieri: Picche, Scacchi e da Cichineto ei suoi Giostreros.

 

Nel corso della serata viene presentata la nuova cassetta “CARNEVALE D’IVREA” con la Canzone del Carnevale eseguita dal Coro Alpino Eporediese e dalla Banda Musicale Città di Ivrea e con alcune pifferate eseguite dal Gruppo Pifferi e Tamburi della città di Ivrea.

 

 

 

 

 

         

 

 

 

 

Nello stesso anno il Presidente del CAE Giovanni Bo viene chiamato dall’Amministrazione Comunale a far parte del costituendo Consorzio per l’organizzazione del Carnevale di Ivrea in qualità di Consigliere sotto la Presidenza del Sindaco di Ivrea Alberto Stratta.

 

Nel 1991 Il Presidente del CAE viene nominato Vice Presidente del Consorzio sotto la Presidenza di Pietro Ramella  incarico che manterrà ancora per diversi anni sotto la Presidenza di Paolo Bravo.

 

Nel 1991 intanto Il Coro Alpino Eporediese incide la sua terza Cassetta dedicata ai "Canti del Carnevale di Ivrea" tra i quali sei sono i Canti dedicati al nostro Carnevale, uno dei quali dedicato dall’autore e compositore Pier Giorgio Bosio alla fagiolata del Castellazzo.

 

 

 

 

Nell’anno 2000 in occasione del cinquantenario  il Cae presenta il suo primo compact disc : una raccolta di 18 canti che hanno fatto la Storia del Coro Alpino Eporediese tra i quali anche il canto: “A l’è Torna Carlevè”.

 

 

 

Nel  2007, in occasione del 20° Concorso Nazionale Di Cori presenta il suo primo DVD con l’illustrazione del Concorso e con alcuni cenni particolari sulla Storia del Coro Alpino Eporediese e quindi del Carnevale di Ivrea.

 

 

 

    

 

 

 

                    

 

 

 

Il Coro alpino Eporediese per quarant'anni ha organizzato, la domenica sera del Carnevale, i  Veglioni in onore  della vezzosa mugnaia e di tutti i personaggi del nostro bel Carnevale invitando tutte la autorità regionali, provinciali, comunali e militari.

 

Presentiamo ora graficamente tutti  I  cartoncini raffiguranti i  principali personaggi del Carnevale, che il Coro Alpino Eporediese ha realizzato, nel periodo 1983 - 2003.

 

I disegni sono opera di Pierangelo Piana, la parte grafica è stata curata dai Signori Enzo Marengo e Luciano Menaldo, la stampa dalle tipografie Giovanni Bardessono e L'artigiana di Nino Grosso.

 

Per più di quarant'anni i veglioni del Coro Alpino Eporediese hanno rappresentato pagine significative di questa nostra bella manifestazione, tanto da essere inseriti nel programma ufficiale della manifestazione stessa.

 

 

              1983                         1984                        1985                         1986                           1987         

     

  

 

             1988                       1989                         1990                          1991                       1992            

     

 

                1993                             1994                              1995                                  1996                             1997              

          

 

                  1998                                   1999                                                     2000                                                             2001            

                               

 

                  2002                              2003                

     

 

 

La collaborazione tra il Carnevale di Ivrea ed Il Coro Alpino Eporediese non si esaurisce naturalmente qui.

 

Il CAE continuerà ad essere una delle colonne sonore del suo bel Carnevale e a dare tutta la sua collaborazione al Comune ed agli enti organizzatori della manifestazione.

 

La nostra sede è sempre aperta a tutti coloro che amano la tradizioni del Canto Popolare e carnevalesche.

 

 

 

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